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JAMMERZINE EXCLUSIVE: TAKING A RIDE WITH THE RIDEOUTS

Today's guest on this issue of Jammerzine Exclusive has not only built a name for himself but a reputation for his band, The Rideouts. Their new album, "Heart & Soul" was released on January 28th with the lead single, "Not Enough" already featuring a brilliant video as seen below. So check out the interview and find out if The Rideouts are coming to a venue near you because you won't be dissapointed. [...]

Jammerzine, 4 February 2016 http://www.jammerzine.com


THE RIDEOUTS: 28 gennaio 2016 nuovo album e concerto al Miela (Ts)

The Rideouts, con la collaborazione dell'associazione Trieste is Rock, presentano dal vivo il nuovo album, con un release party organizzato in concomitanza con l'uscita ufficiale del cd, giovedì 28 Gennaio.
L'appuntamento è alle ore 21 al Teatro Miela di Trieste (Piazza Duca degli Abruzzi 3). L'entrata è gratuita.
"Per noi è un passaggio importante per diversi motivi: prima di tutto perché il Miela è una location prestigiosa a Trieste e in quel teatro si sono esibiti grandi artisti prima di noi", commenta Andrea Radini dei Rideouts. "Siamo consapevoli di questo e ci stiamo preparando alla grande. La serata verrà registrata e ripresa, [...]

Elisa Russo, 11 Gennaio 2016 http://www.elisarusso.com


All Day & All Night

Il dio del rock deve aver steso la sua manona su questa band triestina, perché i tre Rideouts impennano di brutto sulle autostrade affollate della musica per ribelli. La sorpresa nel vedere le note biografiche nel loro sito affidate a Richard Oliff della BBC è grande. Una band italiana che conquista il cuore di un critico inglese suonando la musica resa famosa dai suoi conterranei, è un fatto inusuale e certamente un vanto. Oliff ci ha visto giusto, perché gli 11 pezzi di questo disco non hanno un solo calo di tensione, benché non ci sia alcuna originalità in quello che fanno, ma questo lo sanno anche loro. Quando suoni rock con lo stile dei tuoi idoli dei primi anni 70, difficilmente potrai creare un nuovo genere, ma se lo suoni maledettamente bene, hai già vinto.
Le note della title track conducono a larghe falcate verso i primi Kiss, con mia grande soddisfazione. Un pezzo perfetto per iniziare la settimana col sorriso beffardo. "Little Sister" ha un piglio garage sfacciato che fa da contrappunto al lentone d'altri tempi di "(And now) I Regret Having Met You". L'avessero suonato all'apice della brit pop mania, sarebbero andati anche sulla copertina di Cioè. I riferimenti ai Beatles ci sono eccome, mutuati anche dalla Swinging London sottilmente psichedelica. Questi impasti fanno di "The Dreamy Lady" un pezzo godibilissimo, che somiglia al Syd Barrett meno acido suonato dagli Oasis. C'è anche l'episodio funky, adatto a colonne sonore di film erotici del periodo hairy, "Dirty Old Man". "Daydreamer" mantiene quello che promette il titolo, mi fa tornare in mente i Kula Shaker. Il finale tutto Stones di "Evil Woman" e i Cream col pepe al culo di "Fire" concludono questo album in bellezza.
I Rideouts suonano bene, scelgono dei bei suoni, copiano un po' da tutti ma quel che resta è un album godereccio di brit rock con una voce riconoscibile. Vi pare poco?

Simone Stefanini, Rockit.it 24 Luglio 2013 http://www.rockit.it


The Rideouts - All Day & All Night

Vedere le note biografiche di una band italiana firmate da Richard Oliff della BBC (giornalista, critico, scrittore, produttore) è già abbastanza inconsueto, ma se il suddetto inoltre tira in ballo monumenti come Beatles e Clapton c'è da restare basiti. Questo è ciò che capita ai triestini The Rideouts, formati nel 2003 ed autori di un album di debutto, "The storm after the calm", uscito nel 2009. In effetti il loro stile lineare profuma fortemente di anni '60, un bel rockblues anglosassone con una spruzzata melodica british-pop. La title-track, posta in apertura del disco, può effettivamente evocare i Cream di "Disraeli gears" per il suo incedere sornione e felpato. Trame classiche della vecchia scuola, suoni limpidi come il cielo terso, taglienti assoli per rendere più piccanti le canzoni, solido basso a fornire il groove, tutto sommato ci vuole poco per far funzionare le cose. Bellissima e struggente "(And now) I regret having met you", slow notturno che più bluesy non si può, idem per "Smooth lover" altro passionale lentone alla ZZTop, ma non meno brillanti gli episodi più ritmati come "Little sister", "Big trouble", "No more tricks", ecc, dove i ganci melodici si sposano perfettamente con la vena rock del trio, sempre in evidenza. Grande protagonista, lungo tutto l'album, la chitarra di Massimiliano Scherbi, capace di abili impennate solistiche di grande fascino. Ma è la formula in sé che funziona, visto che il trio possiede uno stile tanto semplice quanto efficace e non spreca una sola canzone fino in fondo, vedi la torrida "Evil woman" ed il cameo Hendrixiano "Fire" poste in chiusura del lavoro. Se i The Rideouts adottano linee vocali che a tratti ricordano il quartetto di Liverpool, il loro sound è più impregnato di umori rockblues fine sixtiees e la miscela risulta decisamente vincente. Non aspettatevi un disco chiassoso o aggressivo, bensì uno perfetto se siete legati all'epoca di Cream, Groundhogs, Ten Years After, i Beatles più rock, e così via, ma con sonorità dal taglio moderno.

Fabrizio "Stonerman" Bertogliatti, Metal.it 2013 http://www.metal.it


Il nuovo album dei Rideouts convince i critici della Bbc

Nuovo album intitolato "All Day & All Night" per i triestini Rideouts. La band è stata fondata nel 2003 dal chitarrista Max Scherbi. Le note biografiche sono state redatte da Richard Oliff della BBC (presentatore, scrittore, giornalista, produttore che ha conosciuto e lavorato con personaggi del calibro di Ringo Starr e Paul McCartney), che per descrivere la musica della band triestina ha tirato fuori nomi come quelli di Eric Clapton e The Beatles. Nel 2005 hanno registrato (le voci e tutti gli strumenti) ai Crash Studios di Liverpool il primo EP di quattro canzoni insieme a Jay Irving (Spandau Ballet, Nate James, The Christians) alla batteria. Rientrato in Italia nell'estate del 2005 il progetto prosegue e, grazie all'esperienza maturata nei Tillamook (blues/jazz vincitori delle selezioni italiane 2008 dell'IBC), Scherbi conosce Gianpiero de Candia (Rubbish, Manila Club) e Andrea D'Ostuni (Wet-Tones, Mario Cogno e altri) con i quali nel 2009 registra l'album d'esordio "The Storm After The Calm", uscito nel dicembre dello stesso anno. Nel gennaio del 2012 Matteo Moggioli sostituisce Andrea D'Ostuni alla batteria ed iniziano le registrazioni per il secondo album "All Day & All Night". Le registrazioni, il mixaggio, la produzione e il master sono stati curati da Scherbi, coadiuvato alla produzione esecutiva da Andrea Radini e da Gianpiero de Candia. Radini oltre ad essere il manager del gruppo, ha curato anche la sessione fotografica, la copertina e il booklet. Oltre al cd fisico che si può comprare durante i concerti o sul sito dei Rideouts (www.therideouts.com), l'album è in vendita anche in formato digitale su iTunes, Amazon e tutti gli altri canali principali di vendita online.
"Beatles, Hendrix, Cream, Led Zeppelin sono le principali influenze del gruppo, che si rivolge a tutti coloro che si ritrovano nelle sonorità della musica anglo-americana degli anni '60, dal pop al rock, dal blues al garage rock senza dimenticare un pizzico di psichedelia", spiega Scherbi.
Di cosa parlano le nuove canzoni?
"Oltre alle canzoni del sottoscritto, in questo album ne compaiono due scritte da de Candia: "No More Tricks" e "The Dreamy Lady". Le canzoni parlano fondamentalmente di situazioni sentimentali e di esperienze di vita, ed è da qui che prendiamo ispirazione, dalla vita di tutti i giorni".
Due vostri video ("The One I Let Go" and "Sweet As Honey") sono finiti sul sito del prestigioso NME Magazine...
"Ho mandato una copia dell'ultimo cd al New Musical Express per farlo recensire. La cosa è estremamente difficile poiché in redazione lavorano solo su materiale di artisti famosi e, nel caso di sconosciuti, che provengono esclusivamente dall'Inghilterra. Evidentemente però hanno apprezzato la musica e ci hanno "segnalato" sul loro sito pubblicando due nostri video nella sezione dedicata. Il che è un motivo d'orgoglio".
Avete realizzato un nuovo video?
"È appena uscito su Youtube e su tutti gli altri siti ufficiali (Facebook, Twitter, MySpace) il video di "Daydreamer". Come per il precedente video "So Cool", del 2011, anche questo vede alla regia, produzione e editing Carlo Pacorini. La location - un appartamento in ristrutturazione - rispecchia il testo della canzone: gli ambienti vuoti sono l'anima del protagonista che - in stato di depressione - viene invitato ad uscire, a cambiare vita, senza aver paura, in vista di un domani migliore".
Che riscontri ha avuto finora l'album?
"L'album ha ricevuto una buona accoglienza da parte della critica. Richard Oliff della BBC, ha nominato "All Day & All Night" album of the week nella sua rubrica. Richard è stato un nostro sostenitore fin dagli esordi e questo secondo lavoro lo ha convinto definitivamente. Così nel suo show quotidiano su una radio di Leicester, Harborough FM, "All Day & All Night" è stato album della settimana con ben 5 canzoni in rotazione".
Che ne pensate della scena musicale triestina?
"Personalmente penso che a Trieste e in regione ci siano delle band e delle proposte musicali veramente interessanti. Anche i vari Contests di band emergenti promossi nel nostro territorio mettono in luce alcuni artisti di spessore. Purtroppo però le location e gli eventi dove poter proporre e ascoltare musica dal vivo non sono tantissime e molte volte la mentalità di chi tratta la "materia musicale" non è di estrazione professionale ma più vicina al "dopo lavoro". Tra le altre cose, questo fatto non esalta una caratteristica della nostra città cioè quella di essere un punto di incontro anche con l'est europeo e quindi potenziale punto di richiamo e scambio musicale tale da attrarre gli addetti dell'industria musicale per scovare nuovi talenti in questa zona. Tutto questo non tiene sicuramente alto il morale di chi - come i The Rideouts - vogliono fare della musica la loro professione".
La vostra scelta di proporre un genere e una lingua non nazionale è dettata solo da questioni di gusto o anche da una volontà di esportare la vostra proposta all'estero?
"Da entrambe. Personalmente non mi sono mai trovato a mio agio a cantare in italiano e le mie influenze sono state sempre anglo-americane. Con questa musica siamo cresciuti, con essa ci riusciamo ad esprimere al meglio. Così la nostra proposta è "esportabile" anche all'estero dove vorremmo principalmente riuscire a far presa e trovare il nostro bacino di audience".
[...] Leggi l'intervista intera qui: http://www.elisarusso.com

Elisa Russo, Il Piccolo 8 Gennaio 2013


RIDEOUTS

Venerdì alle 21.30 i triestini Rideouts presentano il loro nuovo cd "The Storm after the calm" al Tetris di Via della Rotonda. La band è stata fondata nel 2003 dal chitarrista Max Scherbi, si sono aggiunti poi Gianpiero De Candia al basso e Andrea D'Ostuni alla batteria. Le loro note biografiche sono state redatte da Richard Oliff della BBC (presentatore, scrittore, giornalista, produttore che ha conosciuto e lavorato con personaggi del calibro di Ringo Starr e Paul McCartney), che per descrivere la musica della band triestina tira fuori nomi come quelli di Eric Clapton e The Beatles. "L'ho conosciuto attraverso una manager americana. Oliff è stato a contatto con tutte le star britanniche, tutti i miei idoli", spiega Scherbi che prosegue: "Ho vissuto a Liverpool per cinque anni. È stata un'esperienza davvero positiva dal punto di vista musicale. Ho avuto la fortuna di avere a che fare con persone di grande esperienza come Stewart Boyle, chitarrista dei Bullyrag e Garry Christian dei Christians che ha lavorato con McCartney".
Qual è stato il tuo percorso musicale?
"Ho cominciato a studiare il piano e successivamente, per passione, la chitarra (da autodidatta). A vent'anni sono andato all'estero, alla mia Mecca, in quanto fan dei Beatles. A Liverpool ho perfezionato la mia tecnica e anche i miei gusti musicali, scoprendo i classici. Poi sono tornato a Trieste e ho suonato con i Tillamook, così ho avuto modo di conoscere Gianpiero De Candia e Andrea D'Ostuni che sono due ottimi musicisti".
Oltre a loro due che ti accompagnano anche dal vivo, chi altri ha partecipato al vostro cd d'esordio?
"Sono ospiti nell'album: Inko Brus al basso, Franco Ghietti che ha suonato diversi strumenti e ha anche registrato e mixato i pezzi, Jay Irving alla batteria in tre brani ed il grande violinista Davide Albanese".
Cosa hai imparato negli anni trascorsi a Liverpool?
"Lì la competizione è molto più forte, anche i gruppi di ragazzini di 14 anni che cominciano, hanno una mentalità più avanti della nostra, si rendono conto che per sfondare e crearsi un nome devono faticare molto di più degli altri. Lì ovviamente hai sempre i Beatles davanti. Quindi molti cercano di fare musica completamente diversa per non rischiare di diventare copie dei Beatles".

Elisa Russo, Il Piccolo 18 Novembre 2010 http://www.elisarusso.com


"Bands to hear out", The Rideouts on we-enhance.com

[...]The Rideouts: In my books, there's absolutely nothing wrong in being inspired and influenced by the Beatles, Lennon and most anything and everything from the Sixties. Some- even my beautiful Kristine- think the Sixties were "hippies sitting around a campfire smoking weed and singing Dylan songs", but I guess one needed to be there. Sure, she likes the music of the Beatles. She just tires of me telling her how Lennon brought about more Change than Obama ever will. Obama, she reminds me is loved by "all of Europe" [she's Danish] and how he is "her generation's Lennon", to which I reply, Jeez, baby, if he is, that's kinda sad. Anyway, if not for passionate discussions like these- and there are the days when they get a bit over-heated- relationships will get boring, the Silent Treatment will become part of being together and eventually crumble like the proverbial cookie as there will be no dough to hold it all together. It's like music: No passion, no real need to be a muso. One might as well go join a bank [are any still around?] or become a reality star. The Ride-outs have passion and a healthy respect for that time when many of us thought anything and everything was possible. When "Yes We Can" was more than some cute slogan that promised much and delivered nothing. This respect is in their music. Sure, it's not "revolutionary", but apart from a finger-full of acts like OneEskimo, what is today? Plus these guys are from Italy. So listening to a track early in the morning like their "Sweet As Honey" and "hearing" Cream's "Strange Brew" somewhere in there gives one hope that by revisiting the past, the future for music is looking good. "Stranger In Your Heart" with the use of mandolin and dropping in the word "man", "The One I Let Go", they're all a musical homage to the Beatles, in general, and Lennon, in particular. In Max Scherbi, the band has a talented singer, songwriter and a guitarist who has listened to enough Cream and Hendrix records to stand him in good stead to go toe-to-toe with many "name" guitarists around today. Check out his solo on "Wicked Mind" and the use of a wah-wah pedal. It's Cream time and "Disraeli Gears" in motion. Plus the guy made some pilgrimage to Liverpool and lived there for a few years just to, one guesses, soak up whatever was there from the Sixties to soak up. More passion. Like I said, the band's music is not something that's revolutionary nor a breakthrough. It's not Owl City and "Fireflies" though, despite the sudden hype, it is also nothing that's a breakthrough, per se. It's just good song compared to all the rubbish that's out there. And it does offer us all hope that music is returning to some semblance of a melody and clever lyrics. The Rideouts are nothing as fresh as One Eskimo. BUT, the potential is there. There is "something" in a world where many bands have "nothing" but cannot- or refuse to- hear that. With the right team of Producer and Engineer, these guys- Scherbi, Bass Guitarist Gianpiero de Candia and Drummer Andrea d'Ostuni-can show the world that Italy can rock with the best of them and is not a nation of greasy middle-aged Lotharios like Il Divo. Like all the great music coming outta somewhere like Denmark- Mew, Nephew [they REALLY should have broken through Internationally with their last album. Now? Who knows?], the best of them ALL to me- Spleen United- the brilliant Kashmir- another band who should have made it Internationally by now- The Asteroids Galaxy Tour who ARE making some waves outside of their homeland - Grand Avenue and others - this music needs to get OUT to the rest of the world. Why most of it doesn't, I have no idea. Sometimes, it's complacency on the part of the bands whereas I often think there's a conspiracy by some arcane global music industry "Star Chamber" to control what does "go out there", aided and abetted by a media paid-off to give the illusion that if it's not "Made In America" it's all useless. Either that, or it's the simple fact that these bands are happy to be big fish and small prawnies swimming in their equally small ponds, getting absolutely nowhere and yanking each other's chains. This is how good music falls through the cracks and where no one wins. Here's hoping a band like The Rideouts builds a STRONG team around them, well, rides out the storm that will take them and their music past all that Crosstown Traffic, down Penny Lane and Abbey Road, through Strawberry Fields and Itchycoo Park and find their own Voice and Sound. The musical chops are there. It's now getting it all to flow in the right direction- and flow outta Italy.[...]

Hans Ebert, December 2009 http://www.we-enhance.com


EP Review on Riveting Riffs (USA)

Album: "The Storm After The Calm";/ 8 tracks/ Alternative Rock
Band: The Rideouts
By: Gabriel Alonso

The Rideouts were originally formed in 2003 by Max Scherbi. By 2005, they recorded a 4-song EP in Liverpool, with Max leaving for Italy shortly afterwards to resume the project with various other musicians. Those four songs, plus four new ones comprise this new 8-song EP and the differences between the two stages of the band are quite evident in the music. The current EP opens up with "Inside Me", one of the songs on the original 2005 EP. As soon as Scherbi enters the song, the John Lennon / Paul McCartney comparison is evident. He has that sort of sleepy rocker disposition in his voice, which creates an interesting juxtaposition to the pressing rhythms that push the song forward. The second song from the EP "(She fades away) Like the Sun", is more melodic and the string arrangement is wonderful. It serves as an excellent complement to Scherbi's voice, adding a subtle layer over top of the song. Throughout the EP, the strings are arranged beautifully and are certainly one of the strongest parts of this album. The solo guitar however, sounds a little out of place, as if it was not mixed quite right. There are times throughout the EP when the solo guitar is a fantastic complement to the instrumentation of the song, but at other times, it sticks out too much, sounding very cover band like.┬áBy the end of "The One I Let Go", I am starting to think The Rideouts could be a one-trick pony. I am beginning to get bored by the lack of breadth in their songs, mostly in the song content. The solo guitar lacked variety in notes and riffs. I wanted less cliché lyrics, I wanted substance! I could feel the promise of the band, but they were a sinking ship. Act I had ended, the curtain fall was a saving grace. How would Act II shape up? The difference between the first half and the second half of the EP is like night and day, and the second half is definitely my favorite. It seems that whatever was in the food they were eating in Italy completely changed Scherbi's style. On the final four songs the band embraces their alternative / psychedelic influences. The guitar riffs drive the songs forward, while Scherbi's voice lulls you into a swaying trance on tracks like "Broken Heart Blues", and, "Heaven in Disguise". "All I Can Give You", might be the best song on the album because of its balance. Once again, the strings are arranged perfectly, and act as a great compliment to the riffing solo guitar and the steady drum rhythms. This is a song in which the listener can become lost, as the singer talks about having nothing to offer, but your soul and your heart to the one you love. The solo guitar does not stick out, as it blends well with the band, adding a layer, not just an overt, "Hi! I'm the solo guitar!" The Rideouts are well on their way to becoming a polished band. Once they fully establish a core group of musicians who are devoted to Scherbi's message, the sky is the limit. Keep your eyes on these guys in the year to come. With a little fine tuning to some of the arrangements, Scherbi could have some indie hits on his hands.

Reviewed April 2009 http://www.rivetingriffs.com

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